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Chiesa Regina Pacis
Un esempio di rivestimento di facciata in gres porcellanato
Gli architetti Ada Toni, Andrea Cavicchioli e Cristiano Cossu si aggiudicano il titolo di menzione alla XIII edizione del concorso d’architettura Grand Prix nella sezione ‘Grandi superfici e Rivestimenti di facciata’ con le seguenti motivazioni: ‘Il rivestimento in gres porcellanato della facciata prosegue a caratterizzare il volume ellittico ascendente corrispondente allo spazio liturgico della sala sottostante. L’andamento regolare dei listelli verticali aggiunge in modo espressivo un coronamento conclusivo che oltre ad aumentare la larghezza della lastra impiegata, della stessa altezza di quelle sottostanti, aggiunge una posa ad andamento geometrico tridimensionale regolare, che arricchisce la figura d’insieme.’
La chiesa è un solido ellittico adagiato su un robusto solaio in calcestruzzo armato, che ricalcando la forma curvilinea dell’aula, fa da ponte tra il sagrato e il solaio interpiano dei locali parrocchiali.
Il progetto è situato nel territorio di Velletri, in provincia di Roma, sul versante collinare che a nord si eleva sino a raggiungere i confini meridionali del Parco dei Castelli Romani e infine il Monte Artemisio. Porzione di un vasto settore storicamente edificato sin dal dopoguerra, l’area è contraddistinta da piccole e medie costruzioni isolate all’interno di proprietà con destinazione agricola e residenziale.
Ricadendo nel territorio già sede dei Castra Albana e delle romane Ville d’Ozio (da quelle di Domiziano a Castel Gandolfo a quelle di Cicerone a Tusculum), l’area oggetto di intervento è ricchissima di materia prima cui attingere per dare forma a un progetto saldamente radicato nel contesto e ad esso conforme. All’indomani della caduta dell’Impero Romano d’Occidente, l’area divenne scenario del cosiddetto ‘ incastellamento’ che vide numerose famiglie di nobili e prelati prendervi dimora costruendo, sulle alture, le loro residenze fortificate attorno alle quali sorsero gradualmente popolosi borghi. Tra incursioni barbariche e interne lotte di potere, si susseguirono secoli di sanguinosi scontri. Solo a metà del Cinquecento si aprì un prosperoso periodo di pace durante il quale i ricchi detentori di terreni fecero a gara nell’abbellire e arricchire di infrastrutture le loro vaste proprietà.
Il progetto proposto dagli architetti Ada Toni, Andrea Cavicchioli e Cristiano Cossu si riaggancia proprio alla fase storica che più di ogni altra ha contrassegnato il territorio e nel reinventare forme riconducibili all’architettura militare, disegna spazi destinati alla vita sociale immersi in un arioso giardino di cui potrà godere l’intera città.
Lo sforzo progettuale è stato innanzitutto indirizzato nel plasmare volumi e funzioni in modo tale da definire un sistema composto, dalla trama semplice e leggibile. Il complesso architettonico non si impone, infatti, come oggetto estraneo, ma si nutre della stessa essenza del luogo assumendone i materiali e i colori e distribuendo le masse in ragione delle visuali privilegiate che riaffiorando dalla storia come una sorta di apparizione, riporti in essere qualcosa che è già stato.
Il sistema architettonico si modella, infatti, al preciso scopo di valorizzare la morfologia del sito e definire luoghi atti a divenire veri e propri belvedere variamente dislocati e offerti alla pubblica fruizione.
Levandosi di un livello rispetto ai fabbricati del centro parrocchiale, il corpo edilizio, con la sua sagoma avvolgente, riecheggia configurandosi come presenza severa il cui rigore geometrico governa l’intorno al pari delle chiese del territorio circostante.
Le due principali suggestioni tipologiche e simboliche sulle quali il progetto si fonda (la torre a pianta circolare caratteristica degli antichi fortilizi) e la corona (che da sempre contraddistingue l’iconografia di Maria Regina della Pace, titolo del luogo di culto), acquisiscono un valore aggiunto attraverso la scelta dei materiali di finitura che ripropongono il peso, la forza e il colore del mattone e della pietra locale, con particolare attenzione alle delicate sfumature grigio-beige del peperino.
Le facciate esterne sono infatti rivestite con piastrelle in gres porcellanato della collezione Pietre Etrusche nel colore Saturnia e nei formati 30x120 cm e 60x120 cm.
Il nuovo centro parrocchiale Regina Pacis, dimensionato e articolato funzionalmente secondo i parametri richiesti dalla Conferenza Episcopale Italiana, si compone di Chiesa, Locali per il ministero pastorale e Casa canonica. La struttura è destinata a sostituire i locali provvisori e inadeguati già presenti e comprende un insieme di edifici efficienti e completi di tutte le unità, come le aree verdi, i camminamenti, le unità per i diversamente abili, le aree destinate al gioco e alle attività ricreative, i locali parrocchiali e una piccola chiesa a pianta ellittica cui si giunge attraversando l’originaria cappellina in sasso.